Depeche mode

Depeche modeI Depeche Mode sono un gruppo musicale Synth rock britannico.

La critica li annovera tra i gruppi capaci di portare la cosiddetta musica elettronica a livelli di successo su scala planetaria, riempiendo interi stadi in lunghe tournée mondiali.

Venuti alla ribalta della scena elettro-pop inglese nel 1980, la loro fama si è protratta negli anni a seguire, con una carriera più che ventennale.

Milioni di fan nel mondo, centinaia di band ispirate dai loro brani e diversi album tributo ne hanno fatto una band di grande prestigio che poco ha dovuto concedere in termini di commercialità.

Nel 1976, il biondo Vince Clarke e Andrew Fletcher formano una band dal nome No romance in China, che però non ha molto successo. Di conseguenza, nel 1979, Vince fonda un nuovo gruppo insieme al leader dei Norma And The Worms Martin Lee Gore, chiamandolo French look, poi rinominato in Composition of sound, quando si unisce anche Andrew. Manca ancora un vero cantante, e così, quando nel 1980, Vince sente l’allora sconosciuto David Gahan cantare una cover di Heroes di David Bowie in un locale, gli propone di unirsi al gruppo, e questo accetta. Su suggerimento del nuovo arrivato, la band cambia ancora una volta nome, questa volta per assumere quello definitivo di Depeche mode, tratto da una rivista di moda francese, che può essere tradotto come dispaccio/comunicato/gazzettino di moda ma che viene spesso tradotto erroneamente come moda veloce/pronta o nuova moda, confondendo la parola depeche col verbo se dépêcher (spicciarsi, sbrigarsi).

I Depeche mode esordiscono ufficialmente alla fine del 1980 partecipando alla compilation Some Bizzarre di gruppi emergenti (fra questi i Soft Cell, Blancmange, The The e Naked Eyes) con il brano Photographic. Successivamente sotto la guida del produttore Daniel Miller pubblicano i singoli Dreaming Of Me (n°57 UK Chart) e New Life (n°11 UK Chart), grazie al buon riscontro commerciale e radiofonico di questi due brani pubblicano il primo album, Speak and spell, scritto principalmente da Clarke, e con un sound spiccatamente disco (Just Can’t Get Enough spopola nelle discoteche). Gore partecipa scrivendo due pezzi (Tora! Tora! Tora! e Big muff) e cantandone un terzo (Any second now (Voices)). Il successo riscontrato pone il gruppo di fronte alla necessità di una vita on the road, ipotesi non gradita a Clarke che abbandona la band, fondando prima gli Yazoo con Alyson Moyet, quindi i The assembly e infine gli Erasure con Andy Bell, duo di pop elettronico ancora oggi in attività.

L’unico che può ricoprire il ruolo di songwriter è Gore, che riprende i pezzi scritti a 16 anni, in piena adolescenza, coi quali nel 1982 i Depeche mode pubblicano A broken frame. Per il conseguente tour necessitano di un tastierista, e così assumono Alan Wilder, che alla fine del tour diventa parte integrante della band.

Con questa formazione, e con un Gore ispirato più che mai, i Depeche mode sfornano un disco dopo l’altro, al ritmo di quasi uno all’anno fino al 1990. Nel 1983 pubblicano Costruction Time Again, che contiene Everythings Counts, uno dei loro brani più famosi. Nel 1984 riescono a sfondare anche nel Nord America, col singolo People are people, tratto dall’album Some Great Reward, e una compilation pubblicata con lo stesso nome apposta per il mercato americano.

Nel 1985, con la raccolta The singles 81-85 con l’aggiunta dei singoli Shake the Disease e It’s Called A Heart (leggermente modificata per il Nord America nella scaletta e nel nome, Catching up with Depeche Mode), si chiude la prima fase della loro carriera.

Già alcune tonalità di Some Great Reward indicavano ai fan dei Depeche mode che l’atmosfera intorno alla band stava mutando: l’aria si faceva più rarefatta, i colori sfavillanti dei primi anni stavano scomparendo per lasciare posto al buio. Infatti, nel 1986 si apre la seconda fase del gruppo, con Black Celebration, disco dai toni più cupi, goth e dark, che caratterizzeranno tutta la produzione seguente. È interessante notare che si tratta dell’unico album dei Depeche Mode che prende il nome da una sua canzone. Da questo album, in particolare con la canzone Here Is The House, Gore riprende a suonare la chitarra, abbandonata tempo prima, quando la band decise di preferire sonorità sperimentali a quelle acustiche.

Nel 1987 con l’uscita di Music for the Masses (il titolo di questo disco nasce da un’idea di Gore, il quale mentre stava visionando dei dischi di musica notò un disco dal titolo suggestivo: Music for the millions), ed il singolo Never Let Me Down Again, i Depeche mode si consacrano definitivamente anche in America, con un enorme concerto al Rosebowl di Pasadena al quale partecipano circa 90.000 persone, immortalato nel doppio disco 101 e nel video con lo stesso titolo, che in realtà è un vero film, con D. A. Pennebaker alla regia.

Con Violator, uno dei dischi più apprezzati grazie alla presenza di Enjoy the silence e Personal Jesus, uscito nel 1990, le chitarre diventano parte fondamentale del sound della band. Durante il tour mondiale di Violator (il World violation tour), però, i Depeche Mode entrano in un periodo di crisi, che segnerà il loro lavoro successivo.

Difatti, da questo punto della loro carriera, i Depeche Mode iniziano a rallentare l’uscita dei dischi (uno ogni quattro anni), tanto che il successivo Songs of Faith and Devotion vede la luce solamente nel 1993. In tale disco, Wilder si improvvisa batterista, ed infatti una delle sue caratteristiche peculari sono i suoni “puliti” di una vera batteria, accantonate temporaneamente le drum machine, anche se processati più volte attraverso tastiere. Purtroppo, però, il disco e il tour che ne seguono (il Devotional tour), sono quasi fatali alla band. Per Gahan inizia un periodo buio, che lo porta ad un tentativo di suicidio prima, e ad un’overdose di eroina dopo, dalla quale viene salvato in extremis.

In questo ambiente malsano, Wilder non resiste più, e nel 1995 lascia il gruppo. Gruppo che però riesce a rimettersi pian piano in piedi, e, nel 1997, dà vita a Ultra, altra pietra miliare. Il disco si apre con il primo singolo, Barrel of a gun, che inizia con le prime parole pronunciate da Dave Gahan dopo il risveglio dall’overdose: Do you mean this horny creep? [citazione necessaria]. Date le precarie condizioni di salute di Gahan al disco non segue un tour.

Il tour arriva però l’anno dopo, in seguito alla pubblicazione di una nuova raccolta su doppio CD, The singles 86-98. A questo punto i Depeche mode sono nuovamente in piena forma, e nel 2001 pubblicano Exciter, disco alquanto sperimentale, seguito da un tour mondiale, immortalato nel DVD One Night In Paris. Successivamente Playing the angel, nel 2005, segnerà una nuova era per l’immortale terzetto di Basildon. L’album verrà seguito da un tour di 124 date indoor e outdoor. Il Touring The Angel, questo il nome del tour, tocca l’Italia per ben 4 date: le prime due indoor al Forum di Milano, il 18 e 19 febbraio 2006, la terza outdoor all’Heineken Jammin’ Festival, il 16 giugno 2006 e la quarta outdoor il 17 luglio 2006 allo Stadio Olimpico di Roma, che trova la partecipazione di circa 40.000 persone e viene aperta dagli scozzesi Franz Ferdinand.

In occasione dei concerti del febbraio 2006 a Milano, è stato girato un DVD, che ha visto la luce il 25 settembre 2006, con il titolo Touring the Angel: Live in Milan. Il 13 novembre 2006, invece, è stato pubblicato il primo Best of del gruppo, contenente un inedito dal titolo Martyr.

Nel corso del biennio 2006/2007 sono stati rimasterizzati i primi 10 album in studio. Le pubblicazioni presentano una confezione speciale per collezionisti, accanto al CD c’è anche un DVD con remix e live del periodo più un documentario di circa mezz’ora con interviste e filmati rari.

Tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Depeche_mode

l video di Just Can’t Get Enough

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