Lucio Dalla
Sul piano musicale è uno dei più importanti cantautori italiani, considerando la continuità della sua carriera che sfiora i 40 anni di attività artistica. Originale e intenso paroliere (attività iniziata in una fase relativamente tarda) gode però di una minore considerazione rispetto a maestri della parola come Guccini e Gaber; e meno complesso e ricco di richiami metaforici di Battiato, De Gregori e De André. Valido clarinettista e saxofonista, è anche un buon tastierista.
La sua carriera attraversa quattro periodi: le origini (tra il 1964 e il 1972 con il gruppo musicale "Gli Idoli"), il periodo Roversi (tra il 1973 e il 1976), la maturità artistica (tra il 1977 e il 1993) e la fase involutiva degli ultimi anni.
Affidandosi agli arrangiamenti di Ron, pubblica nel 1977 Com’è profondo il mare (con Quale allegria e Disperato erotico stomp), successo seguito da un disco ancora più famoso nel 1979, Lucio Dalla (con Anna e Marco, L’ultima luna, L’anno che verrà), che raggiunge il milione di copie vendute, bissato nel 1980 da Dalla (Futura, Cara, Balla balla ballerino). In mezzo c’è Banana Republic, tour con Francesco De Gregori (seguito da disco e film) che riempie nel 1979 gli stadi di tutta Italia. Nel 1981 pubblica Q disc (con Telefonami tra vent’anni) e due anni dopo il parzialmente deludente 1983, che induce Dalla a cambiare rotta musicale: abbandona gli "Stadio", ormai avviati ad una carriera come gruppo, ed inizia a collaborare con Mauro Malavasi, che accentua la ritmica degli arrangiamenti: il risultato è Viaggi organizzati, con la famosissima Tutta la vita, incisa anche in inglese da Olivia Newton-John e cantata anche anni dopo da De Gregori dal vivo, e Washington, con la parte musicale scritta da Tullio Ferro, storico autore di musiche per Vasco Rossi.
Particolarissimo lo stile poetico del Dalla paroliere, per certi versi antitetico a quello di cantautori "classici" come Guccini, De André, De Gregori e Vecchioni: la sua scrittura ovviamente non ha alcuna pretesa di erudizione o formalismo, gioca a volte con allegria e a volte con inquietudine con la lingua di tutti i giorni, corre sul crinale della libera associazione e delle assonanze.
"Siamo noi, siamo in tanti, ci nascondiamo di notte per paura degli automobilisti, dei linotipisti. Siamo i gatti neri, siamo pessimisti, siamo i cattivi pensieri, e non abbiamo da mangiare…" è l’incipit di indubbio impatto della sua carriera di paroliere, la prima strofa della ballata Com’è profondo il mare che apre il suo primo, omonimo, album, mentre il successivo si aprirà in modo ancora più ermetico-onirico con "La settima luna era quella del Luna Park, lo scimmione si aggirava tra la giostra e il bar, mentre l’angelo di Dio bestemmiava facendo sforzi di petto, grandi muscoli e poca carne, povero angelo benedetto…". Il Dalla della maturità sembra parlare dei suoi sogni e mettere a nudo un mondo emozionale di grande ricchezza e intensità, parlando sempre in prima persona, a differenza di molti colleghi cantautori di quel periodo.
Il fascino per il mare, che raggiungerà il vertice in Nun parlà di fine secolo; il gusto di coltivare una affettività ancora adolescenziale (Stella di mare e Futura potrebbero essere scritte sul diario scolastico di un ginnasiale di talento); gli sconcertanti passaggi fra il drammatico e il comico (il "qui non si vede un casso" del pilota di Washington e l’ancora più accorato "ma che andassero a cagare" dell’astronauta abbandonato nello spazio di Stornello, e tutte intere la quasi bunueliana Il toro e Merdman che gioca il tema dell’emarginazione e dell’alterità con una stupefacente levità nel personaggio dell’alieno che cerca disperatamente di integrarsi nei nostri stanchi rituali e finisce ospite di un talk-show) sono alcuni fra i tratti caratteristici dei suoi testi, mentre le musiche diventano sempre più cantabili ed accattivanti dopo la fase della ricerca sonora e vocale del primo scorcio di carriera e le difficoltà di coniugazione dei due mondi del periodo-Roversi.
Per almeno 10 anni Dalla mette d’accordo critica e pubblico come in quel periodo il solo Battiato era stato capace di fare con le sue opere, parecchi cantautori della generazione successiva gli saranno espliciti debitori (Carboni, Bersani, Grignani e Antonacci, leggendaria la collaborazione con De Gregori ed echi sparsi dalliani anche nella triade emiliana Rossi-Zucchero-Ligabue). Memorabile è il brano Caruso, unico inedito contenuto nel doppio LP live DallAmeriCaruso. Brano che detiene ancora oggi il record di vendite. Dopo Nel blu dipinto di blu di Modugno, è la canzone italiana più famosa del mondo.
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