Miguel Bosé
È un cantante famosissimo in Spagna e in tutti i paesi di lingua spagnola. Dopo i primi due singoli, Soy/For Ever For You, del 1975, e Es Tan Fácil/Who?, del 1976, entrambi incisi per l’etichetta Ariola, firma per la CBS e pubblica i suoi primi due album in Spagna, "Linda", nel 1977, e "Miguel Bosé", nel 1978. Dal primo album, sono tratte Amiga e Mi libertad, oltre alla title-track, Linda, che è la versione spagnola di una popolare canzone dei Pooh. Dal secondo omonimo 33, viene invece estratto il singolo Anna, il primo con il quale tenterà di uscire dai confini ispanici. Ed è proprio con questo 45 giri che inizia a raccogliere i primi consensi in Italia, dove i singoli seguenti Anna, del 1978, quali Super Superman, del 1979, e Olympic Games, del 1980, saranno dei veri e propri trionfi, così come i rispettivi album, soprattutto quello del 1980. In particolar modo con la canzone Olympic Games, ottiene al Festivalbar di quello stesso anno la prima di tre vittorie in quella manifestazione. Sfidando la formula pop che l’aveva portato al successo iniziale, la sua musica è stata descritta come una fusione globale di moltissime influenze musicali, il fulcro della quale è senza dubbio costituito dall’intensa passione espressiva tipica di un artista latino; si tratta tuttavia di un genere basato sulla costante incorporazione di un gran numero di elementi musicali piuttosto diversificati, in misura di gran lunga maggiore rispetto a molti altri artisti crossover del genere pop/rock.
Dopo il primo singolo isolato pubblicato in Italia, Anna (incluso soltanto nell’album spagnolo "Miguel Bosé" del 1978, fino alla raccolta edita dalla CBS in Italia nel 1993), il primo long-playing italiano, "Chicas!", è del 1979, contenente, oltre al suo primo successo internazionale, il celebre inno al supereroe per eccellenza, Super Superman, l’altro singolo estratto in Italia, Credo in te. Nel 1980, esce invece un album fondamentale, "Miguel", con l’inno ai giochi olimpici di quell’anno, vincitore del Festivalbar, e Ti amerò, Lato B di Olympic Games, che viene promosso tanto quanto il suo Lato A. Nel 1981, è la volta dell’album curiosamente intitolato, nella versione italiana, "Singolo", trainato dai brani You can’t stay the night e Ce la fai (l’edizione spagnola s’intitola invece "Más allá’"). Nel 1982, Miguel pubblica, in Italia, la raccolta dei suoi migliori brani cantati in italiano, intitolata "Bravi ragazzi - I grandi successi di Miguel Bosé", la cui title-track, Bravi ragazzi, gli fa vincere l’edizione del Festivalbar di quell’anno, segnando così il suo trionfo in quella manifestazione per la seconda volta.
L’anno dopo, nel 1983, esce "Milano-Madrid" (la cui copertina è disegnata da Andy Warhol), dal quale viene estratto il singolo Non siamo soli (l’altro brano di punta del disco è Angeli caduti). La versione italiana dell’album è molto diversa da quella spagnola; Miguel affida infatti la stesura dei due lavori a quelli che considera essere, in quel periodo, gli artisti di punta in campo musicale nei due paesi: in Italia, la coppia Fabrizio/Morra - che avevano appena vinto il Festival di Sanremo nel 1982, con Storie di tutti i giorni, scritta per Riccardo Fogli; in Spagna, alcune tra le band più quotate del momento - come per esempio i Mecano, conosciuti anche in Italia, per aver realizzato alcuni popolari album d’esportazione, quali "Figlio della luna" e "Aidalai" (le cui title-track furono entrambe dei grandi successi), commercializzati anche sul mercato italiano. L’accoglienza di "Milano-Madrid" (intitolato in Spagna "Made in Spain’") è duplice: così, mentre in questo periodo, sull’onda del successo prolungato di Bravi ragazzi, i cui echi non accennano ancora a spegnersi, la parabola ascendente di Bosé in Italia tocca la sua punta massima, il suo successo in Spagna mostra invece un lieve calo.
Con gli album successivi, è il videoclip ad essere preferito al formato del 45 giri come mezzo per la promozione dei vari lavori. L’artista inizia così una lenta ma costante metaformosi, che ne influenza sia il look che lo stile musicale. Il cambiamento da "bravo ragazzo" a "cantante maledetto" non sembra venire molto apprezzato nella sua patria d’adozione, dove, anche qui, inizia una fase di lieve declino. "Bandido", del 1984 (cantato quasi tutto in italiano, tranne un brano in inglese) e "Salamandra", del 1986 (cantato, invece, quasi tutto in inglese, tranne un brano in spagnolo) vengono accompagnati da diversi videoclips, girati per promuovere i singoli (Miraggi, Heaven, il remix di Living on the wire) e altri brani notevoli (come Siviglia e Indio, estratti come singoli in altri paesi - soprattutto quest’ultimo, nella versione spagnola intitolata Amor bandido, ottiene un grandissimo successo internazionale, che inizia a trasformare Miguel Bosé da artista italo-spagnolo in artista a tutto campo, intenzionato a conquistare anche il difficile mercato anglosassone).
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Il video di Olympic games
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