Vasco Rossi
Vasco Rossi (Zocca, 7 febbraio 1952) è un cantautore autodefinitosi provoca(u)tore, in una carriera trentennale ha pubblicato 23 album (compresi live e raccolte ufficiali) scrivendo complessivamente più di 130 canzoni, nonché numerosi testi e musiche per altri interpreti.
Vasco Rossi nasce a Zocca, paesino dell’appennino tosco-emiliano tra Modena e Bologna, il 7 febbraio 1952. Egli deve il suo nome al padre Giovanni Carlo, un camionista, che desideroso di onorare un uomo detenuto con lui in un campo di prigionia in Germania, chiamò il figlio con lo stesso nome. La madre del cantante, Novella, si è sempre occupata della casa mentre il marito girava l’Italia su un camion. Fin da bambino, su decisione della madre, viene iscritto a scuola di canto e a 14 anni entrerà a far parte del suo primo gruppo musicale, chiamato "Killer", nome successivamente trasformato in un più rassicurante "Little Boys".
Presto si trasferirà a Bologna dove otterrà il diploma di ragioneria. Nel 1972, in piena contestazione studentesca, comincia a interessarsi al teatro e, convinto di dover continuare gli studi si iscrive alla facoltà di Pedagogia a Bologna. Deciderà poi di lasciare e si avvierà in una nuova esperienza che si rivelerà fondamentale per la sua carriera: "le radio libere". Apre una discoteca chiamata Punto Club nella quale farà il DJ e fonderà contemporaneamente con alcuni amici, tra cui Maurizio Solieri e Massimo Riva che sono le chitarre storiche e compositori di diverse canzoni di Vasco Rossi, una delle prime radio libere italiane, Punto Radio, in cui comincia a proporre alcuni dei suoi pezzi.
Sotto la spinta dei suoi amici, tra cui Gaetano Curreri, attuale leader degli Stadio, incide nel 1977 il suo primo 45 giri, contenente i brani Jenny è pazza e Silvia, per l’etichetta Borgatti Music (che fino ad allora aveva curato la produzione e distribuzione di dischi legati al genere Liscio) seguito dal suo primo album, Ma cosa vuoi che sia una canzone, pubblicato nel 1978 e venduto solo in Emilia Romagna. Nel 1979 esce il suo secondo album Non siamo mica gli americani che contiene tra le altre canzoni anche Albachiara, uno dei suoi maggiori successi.
Segue l’album Colpa d’Alfredo (1980), la cui title-track viene censurata dalle radio perché contiene termini come "negro", "troia" e "stronza"; ciò non fa altro che accrescere la popolarità di Vasco Rossi, che inizia a farsi conoscere anche a livello nazionale, soprattutto dopo che viene chiamato a cantare a Domenica In. In questa occasione canta la canzone "Sensazioni forti" e la performance viene ampiamente criticata dal giornalista Nantas Salvalaggio che, in un suo articolo sul settimanale Oggi, si scaglia contro il cantante e contro la RAI, colpevole di ospitare nel suo più popolare programma della domenica un simile esempio di "ebete, cattivo e drogato". Il rocker ed il suo staff protesteranno nei confronti del giornalista, ma l’inconveniente, nei fatti, aumenta il nascente mito del "Blasco".
Nel 1981 esce l’album Siamo solo noi considerato dalla critica come uno tra i suoi migliori album; la canzone che dà il titolo all’album, verrà più volte identificata come un vero e proprio inno generazionale.
Nel 1982 Vasco partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Vado al Massimo, con cui si classificherà ultimo. Nell’aprile dello stesso anno esce l’album Vado al massimo. L’anno seguente si presenta di nuovo a Sanremo con la canzone Vita spericolata scritta appositamente per l’occasione con Tullio Ferro e diventata una delle più famose canzoni italiane, che si classifica penultima; resta celebre la performance del cantante, che se ne va dal palco ancor prima che finisca la canzone. Segue l’uscita dell’album Bollicine (1983). È il sesto album in sei anni, quello che consacrerà definitivamente Vasco Rossi a icona del rock italiano. L’ironica canzone Bollicine farcita di slogan e frasi ad effetto vince il Festivalbar ‘83 e il tour per promuovere l’album è un trionfo. È sicuramente uno dei periodi di massimo successo sal punto di vista musicale, ma non dal punto di vista umano: secondo alcuni biografi in quel periodo Rossi sta veramente andando al massimo; è farmaco-dipendente, vive come se fosse sempre su un palco, non dorme per giorni interi mentre continua ad assumere anfetamina e Lexotan tanto da costringere il manager Guido Elmi a annullare vari concerti.
All’inizio del 1984 esce la prima raccolta live: Va bene, va bene così ma il 20 Aprile dello stesso anno il rocker viene fermato in una discoteca nei pressi di Bologna e arrestato; dopo una perquisizione in un casolare di Casalecchio dove abita insieme ad altri componenti della sua band, Rossi consegna spontaneamente 26 grammi di cocaina ai carabinieri. Trascorre 22 giorni di prigione (di cui 5 in isolamento) presso il carcere di Rocca Costanza a Pesaro con l’accusa di dentenzione di cocaina e spaccio non a scopo di lucro durante i quali riesce a liberarsi dalle anfetamine per dormire e svegliarsi nonostante la sua situazone psicofisica rimanga piuttosto precaria. Del panorama musicale italiano soltanto Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi gli daranno pieno sostegno e andranno a trovarlo in carcere. Il 12 maggio Rossi ottiene la libertà provvisoria. Il processo lo scagiona dall’accusa di spaccio, ma lo condanna a due anni e otto mesi con la condizionale, per detenzione di sostanze stupefacenti.
Di lì a poco, Vasco Rossi pubblica l’album Cosa succede in città (1985), considerato secondo certi aspetti l’album della rinascita. Sebbene contenga canzoni storiche poi divenute pilastri delle composizioni di Vasco, secondo la critica l’album è tecnicamente perfetto ma per i testi ed i contenuti viene considerato uno album piuttosto fiacco anche a causa delle vicende che l’hanno preceduto tanto che secondo persone vicine a Rossi l’album non ha soddisfatto completamente nè Vasco nè Elmi.
L’anno seguente diventa padre per la prima volta e per due anni sparisce completamente. Qualcuno parla di esaurimento nervoso ma è un periodo in cui Vasco ricerca se stesso e rivede vecchi amici di infanzia.
Nel 1987 torna prepotentemente sulla scena pubblicando C’è chi dice no definito da molti giornali dell’epoca un capolavoro tanto che perfino Celentano lo vuole ospite in RAI. Lui inizialmente accetta salvo poi cambiare idea il giorno prima della trasmissione facendo infuriare i vertici dell’emittente televisiva che minacciano di bandirlo per sempre da ogni trasmissione. Ma Rossi a questo punto della sua carriera può ampiamente permetterselo tanto che il sempre crescente successo di spettatori costringe il cantante ad abbandonare i palazzetti per orientarsi verso spazi più ampi: inizia l’epoca degli stadi.
Il primo luglio 1988 viene nuovamente arrestato mentre da solo a bordo della sua BMW 750 procede zigzagando sulla A14 con a bordo un grammo di cocaina, uno sfollagente e una pistola lanciagas. Viene prontamente rilasciato tra le guardie carcerarie e i fans che gli chiedono abbacci e autografi.
Nel 1989 prima dell’uscita dell’album Liberi liberi realizzato per conto della EMI Rossi rompe definitivamente con Guido Elmi e la Steve Rogers Band ritrovandosi praticamente da solo con Maurizio Lolli. Parte comunque il "Liberi Liberi Tour" senza Solieri e Riva, il cui grande successo porta alla pubblicazione dell’album live Fronte del palco (1990). Il 6 dicembre 1989 Rossi "tira definitivamente una riga" sopra la questione di spaccio del 1984 venendo condannato ad un’ammenda di 2 milioni e 800 mila lire.
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Il video di Colpa d’Alfredo
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