Anni ‘80: giocando giocando

Riprende il viaggio attraverso gli Anni Ottanta. Stavolta ricordiamo giochi e merendine, cinema, paninari e fatti della vita di quel decennio.

E rieccoci qui. A parlare di anni Ottanta, a riannodare i fili della memoria dopo una prima puntata dello Speciale ricca di emozioni che ci ha guidati attraverso la musica , la moda , la televisione , le auto e le moto, lo sport . Stavolta partiamo alla riscoperta dei giochi e delle merendine (qui sotto), dei film , dei gruppi sociali (dai paninari in giù) e dei fatti della vita che hanno caratterizzato quel decennio.

Merendine e giochi , appunto. Sapore di Tegolino, sgranocchiato giocando con le Cabbage Patch e, magari, infilato nel Dolce Forno così, tanto per imitare i grandi.

Negli Anni Ottanta l’industria dei giocattoli si è sbizzarrita, producendo le cose più curiose. Belli o brutti non ha importanza: i giochi di quegli anni sono comunque indimenticabili, specie per chi all’epoca era bambino. Ci furono le riedizioni dei giochi nati nel decennio precedente, come il dolceforno, ribattezzato Nuovo Dolceforno ‘80 (c’era qualche differenza?). Pezzi cult come il galeone Playmobil, riproposto anche dalla Lego. Le Hotwheels, il Sapientino, il Grillo Parlante, la Pallapazza, i Puffi, gli Snorkies, il flipper che divenne Spinball. I giochi in scatola come Hotel, Crack, Dragon, Brivido, Indovina Chi, Forza Quattro, Gira la Moda, l’Isola di Fuoco. I Transformers , sia robot che macchine. E molto altro.

PUPAZZI MUTANTI
I peluche non potevano essere semplici pupazzi di pelo. Fu così che nacquero i Popples, ibridi animali che si trasformavano in una palla di pelo (prima della loro uscita in commercio la tv solleticò la curiosità dei piccoli telespettatori-consumatori mostrando un ammasso di pelo colorato simile a un peperone). I classici orsetti si misero le alucce, diventando Angelorsi, coi loro rivali Orsetti del Cuore. Nacque l’antenato di Jimmi Ridimmi, anch’esso orso, che ripeteva le parole. O ancora i Cercafamiglia, cucciolate di cani dall’aria triste e abbattuta. Per i più esigenti c’era il Pisolone, un sacco a pelo a forma di animale dal prezzo notevole. Il Luciotto era invece una larva verde col berretto da notte che aveva il viso che s’illuminava (per farlo funzionare bastava abbracciarlo, diceva la pubblicità, in realtà bisognava stritolarlo). La famiglia di esseri striscianti includeva i millepiedi Tantegambe, di tutte le lunghezze (quelli più grandi trovavano spazio sul pianale del baule). Metà animali e metà insetti erano i Wuzzles, mentre i Tottles erano tartarughe dai colori pastello col guscio removibile che si trasformava in culla. Scopiazzati dai Babapapà gli SnuggleBumms, che avevano ciuffi di peli sul capo. Tecnologici erano invece i Watchimal, orologi con un ingombrante cinturino di peluche (davvero importabili) e il "secchione" orso parlante Teddy Ruxpin.

BARBIE E SIMIL-BARBIE
Negli Anni Ottanta il mondo di Barbie si espande a dismisura. La bionda doll abita in una casa a tre piani con l’ascensore, possiede una casa di campagna, la piscina e una fiammante Ferrari Testarossa. Si veste all’ultima moda (fuseaux, camicione e abiti sgargianti). Nasce la Famiglia Cuore, il nucleo composto da dolce mammina, bravo papà e 2 gemelli. Poco dopo ecco spuntare i Nonni Cuore, dai capelli grigi. Successivamente l’omonimo cartone animato Jem, rockettara dai capelli rosa, insieme al suo gruppo, le Holograms. Bizzarre anche le chiome di Lady Lovely e Co («coi suoi magici capelli , lunghi lunghi folti e belli…»), col cane Cucciolo di Seta e il Principe Cuorforte. Oltre alle ciocche colorate, infatti, aveva in testa pinzine a forma di coniglio (sembravano pantegane) o uccellino dalla lunga coda rosa, lilla, azzurra, gialla… Più piccola la She-Ra dei Masters of the Universe («Per il potere di Greyskull, io sono She-Raaaa»), sorella del casco biondo He-Man. E in tema di lotte non si possono dimenticare le miniature dei lottatori di Wrestling, come quella del celebre Hulk Hogan.

SUL PALMO DI UNA MANO
C’erano i Paciocchini, bimbi multicolore con pannolini fosforescenti erano proposti singolarmente in bustine di plastica (e lì la pesca andava a fortuna) o in vasetti o valigette di cartone. La versione maschile di queste inutilità da collezionare erano i vari mostriciattoli come Exogini e Cosmogini. Ancora più piccoli i Pimpirosa, "Amici per giocare, amici da indossare", miniature incastonate in braccialetti, anelli, collanine e portachiavi (anni dopo furono riproposti in plastica trasparente, ribattezzati Scubidù). Più grandi e appariscenti i Dolci Segreti: testa, mani e piedi rientravano trasformando la bambolina in un gioiello patacca. Più teneri i Fiammiferini, microbambole dal corpo morbido racchiuse in scatole simili a quelle dei cerini. Ispirati all’omonimo cartone animato i vellutati animaletti di Mappe Town - Nido di simpatia, che avevano vestiti, case, mobili e perfino stoviglie di porcellana, tutto rigorosamente in versione mignon. Oppure i cavallini Mio MiniPony, con le sgargianti criniere da pettinare. I maschietti giocavano invece con le neonate Micromachines.

BAMBOLE
A bebè Amore le batterie facevano battere il cuore. Nella sua seconda versione il mitico Pepo non solo piangeva, ma riproduceva le movenze di un neonato. La Baby Sirenella nuotava attaccata al suo salvagente giallo, mentre la Baby Skater pattinava con tanto di ginocchiere e gomitiere. La Ballerina dei Sogni "nel suo splendido tutù" (come diceva la pubblicità) danzava grazie a supporto mobile. Della serie "piccole infermiere crescono" c’era anche Baby Bua, la bambola sulla quale si disegnavano morbillo e ferite con un pennarello, guarendo il tutto con un liquido magico. Più fortunata la BebiMia, che vantava un seguito di lettino, fasciatoio, carrozzina, passeggino e vestitini da far invidia al più coccolato dei bimbi in carne e ossa. Morbidosi i Bamboli del Campo Incantato, alias Cabbage Patch e le My Love, o le pigotte Holly Hobbie. Effetto sorpresa per le Magic Nursery: immergendo la camicia da notte nell’acqua si scopriva se erano maschio, femmina o avevano un gemellino. La bambola ideologicamente "più avanti" era Camilla. Oltre ai caratteristici capelli di lana, Camilla portava con sé il passaporto. Una bambola viaggiatrice che varcava i confini:sapored’Europa.

Alessandra Del Re

Tratto dal webmagazine News2000, testata giornalistica registrata del portale Libero.it

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