Va ora in onda la concorrenza

Nascono le tv commerciali e l’offerta si moltiplica: dalla prima mattina alla seconda serata. È il boom del piccolo schermo.

Anni Ottanta: nascono i grandi circuiti commerciali a diffusione nazionale e la Rai si sveglia con dei compagni di etere. Si diffonde l’uso del telecomando , che diventa il vero scettro del potere nelle famiglie italiane. I palinsesti conquistano tempi e spazi inesplorati: il mattino, la seconda serata. All’ora di pranzo si contano i fagioli, il pomeriggio si dà il prezzo giusto. I bambini crescono serafici a pane, cartoni animati e telefilm, con buona pace del Moige o di chi allora ne faceva le veci. I ragazzi si abbonano ai programmi musicali, mentre mamme e nonne cincischiano davanti a soap e telenovelas. Il sabato sera, poi, c’è il varietà. L’Auditel nasce nel 1987: ma la vera rivoluzione, ormai, c’era già stata.

ARCHEO-SOAP
Prodotto importato dagli Stati Uniti e a lunga conservazione (ne girano ancora). L’Italia piange e sta sulle spine di puntata in puntata. Di solito tutto ruota attorno a una famiglia (gli Ewing, nel caso di Dallas), di solito la famiglia è ricchissima, di solito a questa famiglia succede di tutto. Esempi eccellenti: Dallas (Rai 1, 1981), Sentieri (Canale 5, 1982), General Hospital (Canale 5, 1982), Dynasty (Rete 4, 1982), Falcon Crest (Italia 1, 1982), Febbre d’amore (1983, Italia 1), Aspettando il domani (1983, Italia 1), Capitol (Rai 2), Quando si ama (Rai 2 1986).

TELE (CATTIVE) NOVELLE
Prodotto importato dal Centro-Sud America, a media e lunga conservazione (ne girano ancora, ma non molte in verità). L’Italia piange, piange, e ancora piange, come i ricchi del resto: qui le novelle sono quasi sempre cattive. Alcune produzioni, in particolare gli sceneggiati brasiliani firmati da Gilberto Braga, spiccano per qualità: "Ciranda de Pedra", " Dancin’ Days ", "La schiava Isaura". La regina del genere è Veronica Castro , protagonista di alcune delle più lacrimevoli e seguite novelas di quegli anni: "Anche i Ricchi Piangono" (Rete A, 1982), "Il diritto di nascere" (ah, la famiglia Del Giunco…), "Veronica il volto dell’amore".

VENGO DOPO IL TIGGI’
Prima i programmi finivano con l’ultimo telegiornale della sera. Prima del 1985: parte quell’anno su Rai 2, attorno alle ore 23, "Quelli della notte". La sigla "Ma la notte no" e le battute della trasmissione diventano altrettanti tormentoni. Renzo Arbore ha inventato la seconda serata. A due anni dal successo di quel primo felice esperimento, lo showman pugliese concede il bis con "Indietro tutta". Proposto su Raidue, dal 14 dicembre 1987 all’11 marzo 1988, con 65 puntate della durata di un’ora ciascuna, diventa subito un cult. Il Cacao Meravigliao, le Coccodè, il Bravo Presentatore (Nino Frassica) e «Volante uno, volante due» entrano nel gergo dell’italiano medio. Chi spegne dopo il tg è tagliato fuori.

HAS FIDANKEN
Italia 1, 1983. Sbarca il carrozzone di "Drive In": una mezza rivoluzione. Comicità semplice e diretta, ragazze formose in bella mostra, stacchetti, personaggi a go-go, battute seriali: disimpegno allo stato puro. La ricetta è vincente, il cuoco è Antonio Ricci. Ezio Greggio (l’Asta Tosta e Teomondo Scrofalo, il Criticatrutto «Cronaca, Stop, Novella Express, più che notizie speteguless»), Giorgio Faletti («È qui che c’è le donne nude?», Vito Catozzo), Enzo Braschi (il paninaro di «Tranquiiilli, son sempre io»), Sergio Vastano (il manager rampante), Zuzzurro e Gaspare («Ce l’ho qui la brioche»), Gianfranco D’Angelo (il Tenerone, le lacrime della Carrà, Armando e il suo cane Has Fidanken). La tv di intrattenimento non sarà più quella di prima.

FAGIOLI E CO
La mattina è zona franca finché, nell’ottobre 1981, parte su Canale 5 alle 8.30 "Buongiorno Italia", una trasmissione di oltre tre ore che va in onda dal lunedi al venerdi. Conducono Marco Columbro e Antonella Vianini: si occupano di salute, economia domestica, cucina e giardinaggio. Praticamente un "Uno Mattina" degli albori. Nel 1984 la Rai scopre la fascia del mezzogiorno con un talk show che lascerà il segno: "Pronto, Raffaella?". Padrona di casa è la Carrà, attualità, ospiti e giochini telefonici il menù. Ma soprattutto: «Quanti fagioli ci sono nel vaso?».

E’ QUI LA FESTA?
Oltre ai telefilm, a tenere attaccati al video giovani e adolescenti sono i programmi musicali. Da "Popcorn" (Canale 5, 1980-84) a "Discoring" (Rai 1), ospiti e hit parade la fanno da padroni. "Dj television", dal 1983 su Italia 1, è il programma della svolta: oltre alle immancabili classifiche, fanno la loro comparsa i videoclip. Capitanata da Claudio Cecchetto e animata da Linus, Gerry Scotti e Amadeus, la trasmissione dà il battesimo del video anche a Jovanotti e Federica Panicucci.

CIN CIN
Annata ‘88 per un brindisi piccante. Fa la sua comparsa, in tarda serata su Italia 7, "Colpo Grosso". I concorrenti si sfidano in una scenografia che richiama un casinò, conduce Umberto Smaila: in pratica, ci si spoglia. Le vallette del programma sono le ragazze Cin Cin, donzelle a seno nudo provenienti da tutto il mondo. Mamme e mogli insorgono, ma la trasmissione è seguitissima: l’ultimo tabù è caduto, la tv è pronta per gli Anni Novanta.

Hanno partecipato, in rigoroso ordine alfabetico:
Al Paradise, Be bop a lula, Big!, Bis, Buonasera con…, Caccia al 13, Ciao ciao, Doc, Fantastico, Festival, Doppio slalom, Il gioco dei 9, Il sistemone, Italia sera, Jeans, Loretta Goggi in quiz, Odiens, Ok il prezzo giusto, Parola mia, Operazione five, M’ama non m’ama, Il gioco delle coppie, Bim bum bam, Bandiera gialla, Pentathlon, Piccoli fans, Premiatissima, Raffaella carrà show, Pronto chi gioca?, Smile, Super classifica show, Super flash, Tandem, Te la do io l’America/il Brasile, Telemike, Test, Tg l’una, Tra moglie e marito, Viva le donne, Zig zag.

Elena Cipriani

Tratto dal webmagazine News2000, testata giornalistica registrata del portale Libero.it

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